Un buon esempio di costruzioni grassroots di universi narrativi, che fra l'altro pur scavalcando nell'immeditezza l'intermediazione di un editore non si nega - anzi... - la possibilità di riagganciare in un secondo tempo la via editoriale tradizionale.
Se conoscete il sito del romanzo - o, meglio, dell'oggetto narrativo - Manituana di Wu Ming troverete molte assonanze, vista la medesima tensione a rompere le barriere fra autore-lettore e offrendo un universo di riferimenti che permette, volendo, la costruzione di interi mondi narrativi. Fra le altre cose il progetto United We State in parte può rispondere ad alcune delle sollecitazioni espresse da Wu Ming 2 sull'ultima newsletter Giap! a proposito di Cosa non funziona negli audiolibri, in cui evidentemente si discute di come allargare gli spazi della narrativa ai diversi mezzi espressivi oggi a nostra disposizione.
Di seguito l'introduzione al progetto dal sito di United We State e il trailer.
p.s.: ah, già che ci siete leggetivi please l'editoriale del numero di Giap! citato, Liberarsi della mentalità del ghetto. Una lettura che fa soffrire ma assolutamente condivisibile, basta guardarsi attorno e in ogni langa di queste terre italiche si scovano le dinamiche tribali e ghettizanti descritte da Wu Ming 2.
(frnc)
United We Stand è innanzitutto un fumetto.
Ma non vive di sola carta e inchiostro…
United We Stand racconta la storia del primo Colpo di Stato militare nella storia del nostro paese, che avrà luogo il 12 aprile 2013, un minuto dopo la vittoria democratica delle sinistre. Un minuto dopo l’elezione del primo Presidente del Consiglio donna della storia repubblicana. United We Stand è una storia di ribellione, vendetta e onore. È una storia di nostalgia, ricordi, affetti perduti e ritrovati. United We Stand è la storia del peggior conflitto bellico che l’Italia abbia mai dovuto affrontare dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. È la storia di uomini e donne che lottano, amano, vivono e muoiono.
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